Reporting nel controllo di gestione: nuova vita ai report

Il reporting nel controllo di gestione costituisce una delle attività tipiche.

Sono solita dire che non è l’attività più interessante del mio lavoro in effetti. La prima volta che si prepara un set d’informazioni c’è grande entusiasmo: analizzare i dati è davvero un’attività interessante.

Poi, man mano che passano le settimane, i mesi, gli anni, questa attività di reporting del controllo di gestione diventa la cosa più noiosa della terra, a cui non si rivolge più molta attenzione.

Perché? Cosa è cambiato?

Un’attività di reporting davvero utile, deve prevedere report “vivi”, che parlino al destinatario, che diano messaggi significativi al management, a questo dovrebbe servire.

In realtà spesso, si tratta prevalentemente di un pacchetto di dati routinari, che ha perso il suo appeal, il suo fascino, la sua capacità di sorprendere, frutto di abitudine; un po’ come una vecchia coppia di sposi dopo trent’anni di matrimonio, permettetemi il parallelo.

 

Reporting controllo di gestione:

come fare ad ottimizzare il set di report?

 

Quando voglio capire se davvero un report è utile in azienda faccio questa prova: elimino il report in questione dal set di reporting per un paio di mesi e sto a vedere se qualcuno me lo chiede.

Cosa pensi che accada? Nulla! Hai indovinato. Beh, devo ammettere che in vent’anni di lavoro, forse solo 1 o 2 volte un manager si è accorto di quello che mancava.
Questo ti dà la dimensione di quello che serve davvero e di quello che invece continua ad essere fatto come una routine con poco valore aggiunto.

Il report deve essere vivo, parlare al management, dare indicazioni utili per prendere decisioni e fornire una visione chiara di quello che sta succedendo, portare in superficie problemi e opportunità. Commenti, colori, highlights, tutti questi dettagli servono solo a renderlo più utile e più produttivo, più interessante.

Rinnovare il reporting nel controllo di gestione, aggiungere chart, grafici o tabelle per spiegare un problema contingente, condividerlo con il top management lo fa diventare davvero uno strumento vivo, come in un rapporto di coppia, innovare, sorprendere per non annoiarsi!

MA ATTENZIONE!

Non va cambiato in continuazione, altrimenti si perdono i punti di riferimento, i confronti.
Il mio consiglio?

Scegli con cura i tuoi report, verifica se sono realmente necessari per il management e aggiornali seguendo l’andamento dell’azienda, del mercato e dei risultati.

E voi? Che esperienza avete di reporting nelle vostre aziende?

Lasciatemi un vostro commento.

Nadia Trincherini

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